Sconosciuto alla maggior parte delle persone,
questo piccolo paese, gioiello nascosto sul lato est dei colli del Montalbano, è quanto di più tipico, genuino e rappresentativo
può essere un antico
borgo toscano. Le sue origini, molto lontane nel tempo, fanno risalire la sua
costruzione alla fine del X secolo come castello o meglio come
borgo fortificato, deputato nei secoli seguenti a guardia dei
confini del libero comune di Pistoia.
Geografia
Questo antico borgo murato è situato sulle
pendici settentrionali delle colline del Montalbano sul versante
che guarda ad oriente, verso la città di Pistoia ad un altitudine
di 264 metri sul livello del mare.
Situato nella valle dell'Ombrone
Pistoiese,sulle colline settentrionali del Montalbano, allora denominati
dei monti di sotto, al confine con i castelli di Monsummano e
Montevettolini. Questa posizione lo pone in un luogo particolarmente
strategico per il controllo della viabilità da e verso la pianura Pistoiese -
Fiorentina.
Torre pentagonale
del Castello di Vinacciano
Notizie Storiche
Prolago
Il primaio
ordinamento di fare città sceverò l’agresta e solinga vita degli omini,
che fue dallo incominciamento del secolo, dalla comunanza de’ bruti
animali, overo fiere.In queste trattandosi la comune uttilità si trovò
il nome della repubblica, e però le potentissime nazioni ed i sagrati
principi neuna maggior gloria pensaro che fosse che fondare nuove
cittadi, overo da altrui fatte al suo nome recarle sotto spezie di
farle avanzare. Nella quale opera l’umillità della vostra nobilitade
sopra gli altri è vittoriosa, perchè’ dagli altri o poche, o pur una
fatte ne sono, ma dalla vostra nobilitade cittadi sanza novero in tal
modo con continua fatica sono compiute che non solamente per mano d’uomo
fatte paiono, ma per fattura d’Iddio paiono ornate. E però che pasate
tutti gli m’peradori di fedeltade e di temperanza e castitade, di buono
esempio e di perdonare, veggiam noi i beni dell’animo e del vostro
regno. In queste cose ad andare innanzi desideraro i nostri maggiori, e
coloro che debbono venire desiderano di stendersi perpetuamente. Per le
quali cose cotanto ci rallegriamo ch’è stato dato utile al mondo, quanto
overo che la mente dell’uomo poté domandare, o poté dare la grazia
d’Iddio. Ma per lo disponimento della vostra pietà quanto prode abbia
fatto il lavorio delle mura che fuoro fatte, Roma ammaestra, che servò
la salute dè cittadini il difendimento della battaglia di Capitoglio,
acciò che poscia possedesse la signoria dello m’perio di tutto il mondo
glorioso. Ad dunque al compimento dell’opera impresa per comandamento
della vostra maestade, sono certe ragioni, per le quali o le vostre
cittadi sono da difendere, overo quelle dè nemici sono da disfare, di
diversi savi per ordine ad aprire; e non m’increscerà la fatica, con ciò
sia cosa che si creda che facciano prode ad ogn’uomo.
*Volgarizzamento
di Vegezio “ dell’arte della guerra libro IV” di Bono di Giambono del
Vecchio 1261- 1292.
Le origini
Vinacciano dall'alto Medioevo
al Rinascimento
Che il castello di Vinacciano esistesse molto prima del 998 è
evidenziato dal diploma che Ottone III spedì il 25 febbraio di quell'anno
all'allora Vescovo Antonino della diocesi di Pistoia che aveva dominio
feudale e autorita' giudiziaria su questa terra,dichiarando di prendere
la Curtem Vinathianam sotto la sua protezione. Nel 1221 il fortilizio di
Vinacciano passa di proprietà al comune di Pistoia dopo una dibattuta
sentenza emessa in suo favore fatta dal legale imperiale Everardo di
Lutra. Questo castello subì le stesse sorti dei suoi convicini, specie nel
secolo XIV quando Uguccione della Faggiola,allora insediatosi signore a
Lucca, mosse guerra alla città di Pistoia. Con il suo esercito ed i
fuoriusciti pistoiesi di parte bianca e ghibellina,conquistò le
roccaforti di Serravalle,Castellina,Casore e Marliana ed infine quella
di Vinacciano insediandovi i suoi soldati e costringendo gli abitanti a
partecipare alla presa di Pistoia. Tuttavia Uguccione non riuscì nel suo
intento,nemmeno dopo aver corrotto con denaro alcuni soldati che
dall'interno della città di Pistoia dovevano aprirgli le porte, inquanto
essi furono scoperti e ad Uguccione non resto' che ritirarsi. L'importanza
strategica del castello di Vinacciano viene confermata ancora nell'anno
1318 quando i Lucchesi rivolsero il loro esercito ancora una volta
contro la città di Pistoia. Dopo aver assoggettato i vicini castelli che
si arresero per la grande potenza del suo esercito,Castruccio signore di
Lucca il 2 gennaio del 1318 arrivò nelle terre di Vinacciano che altro
non potè fare che arrendersi alla sua volontà.Nel 1322 dopo che i
Lucchesi presero Pistoia e tornando verso la propria città passarono da
Vinacciano fortificandolo ed insediandovi suoi soldati. Le sue vicende
storiche seguono la sorte della capitale Pistoia, passando dalla
dipendenza dai Lucchesi a quella dei Fiorentini, come dimostrato dalle
statue ancora visibili di due leoni (marzocco, vedi immagine
sotto), una leonessa ed un leone seduti situate ai piedi della torre, che la città
di Firenze poneva come simbolo di sudditanza ai castelli
conquistati ( vedi per esempio il marzocco presso la rocca del castello di Larciano).
Una dura sorte Vinacciano dovette subire nell'anno 1501 quando in
Pistoia si scatenò una lotta di potere tra le due principali famiglie
patrizie: quella dei Panciatichi e quella dei Cancellieri che
avevano entrambi possessi nel castello e nella vicina campagna. Il
Fioravanti così racconta i fatti accaduti in questo anno nelle sue
"Memorie Storiche della città di Pistoia": "I Panciatichi messa insieme
tutta la loro gente si portarono al castello di Momigno e avendolo preso
ci posero fuoco. Giunto il 24 Aprile presero Vinacciano ed arsero tutte
le case de' Cancellieri; ed essendo state poco prima arse dai
Cancellieri le case de' Panciatichi, restò quel castello , per questo
ultimo incendio del tutto abbruciato, desolato e destrutto"
Con appassionata ammirazione il canonico Giovanni Emanuele
O'Kelly, insigne letterato, studioso e poeta Pistoiese di nobile
ed antica stirpe Irlandese e parroco della chiesa di Casalguidi dall' anno 1799
al 1820, descrive con questi suoi versi i
dintorni di Vinacciano ed in particolare il santuario delle
Grazie con i Pellegrinaggi nel giorno della sua festa: